SENTENZE

RISANAMENTO ENERGETICO EDIFICI

Con sentenze n. 3697 e 3698, pronunciate in data 14.12.2016, la Commissione Tributaria Regionale di Bologna ha confermato la decisione emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (n. 367/03/2015), che aveva accolto il ricorso di due soci di una società in accomandita semplice, i quali si erano visti disconoscere dall’Agenzia delle Entrate, le agevolazioni, di cui all’art. 1, commi 344 e segg. L. 296/2006, in materia di risanamento energetico degli edifici, in base al fatto che l’immobile sul quale erano state eseguite le opere e sostenuti i relativi costi, era stato concesso in locazione ad un terzo.

La Commissione Tributaria Regionale, aderendo all’orientamento espresso dai giudici di primo grado, ha ritenuto che l’immobile, di proprietà della società, non poteva essere considerato “bene merce”, bensì bene strumentale all’attività dalla stessa esercitata, caratterizzata dalla locazione immobiliare, con la conseguenza che i soci, difesi dall’Avv. Federica Malvezzi, ben potevano usufruire delle agevolazioni. (Italia Oggi, 28 febbraio 2017, pag. 28)

SPESE PROCESSUALI ROTTAMAZIONE CARTELLE

Con sentenza n. 260/2017 del 25.10.2017, il Tribunale di Reggio Emilia - Sezione Lavoro, a seguito della adesione del ricorrente alla definizione agevolata del debito ex art. 6 DL. 193/2016 (rottamazione delle cartellecartelle) e della richiesta di cessazione della materia del contendere, ha compensato tra le parti le spese processuali, stabilendo che se la ratio della procedura di definizione agevolata è quella di deflazionare gli uffici giudiziari, e più in generale di evitare il contenzioso in futuro, la norma deve essere interpretata come finalizzata a chiudere senza strascichi economici il contensioso pendente. Ne consegue che pare equo dichiarare estinta la causa con compensazione tra le parti delle spese di lite.

MEDIAZIONE TRIBUTARIA - DINIEGO INTERPELLO SOCIETA' DI COMODO

Con sentenza n. 3412 del 27.11.2017 la Commissione Tributaria Regionale di Bologna ha confermato la decisione emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna (n. 981/05/2014), che aveva accolto il ricorso di una società avverso il provvedimento con cui veniva dichiarata inammissibile l'istanza di interpello presentata dalla società stessa, al fine di ottenere la disapplicazione  della norma di cui all'art. 30, comma 1, L. 724/1994, sulle società di comodo. A tal fine è stata rigettata l'eccezione dell'Agenzia delle Entrate, secondo la cui controversia non poteva essere oggetto di reclamo-mediazione, tenuto conto che l'assunto dell'Ufficio non trovava riscontro alcuno nell'art. 17 bis del D.Lgs. 546 del 1992.

COSTITUZIONE TELEMATICA AGENZIA ENTRATE - INAMISSIBILITA'

Con sentenza n. 245, emessa in data 12.10.2017, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, ha accolto il ricorso presentato dal contribuente ritenendo inammissibile la costituzione telematica dell'Ufficio considerato che, ai sensi del combinato disposto degli artt. 9 e 10 del DM 23.12.2013 n. 163, la costituzione in giudizio nonché il deposito degli atti e documenti della parte resistente può avvenire con modalità telematiche solo laddove la notifica del ricorso sia stata effettuata con le modalità di cui all’art. 9, ovvero telematica. L'Ufficio si era costituito, infatti, in via telematica nonostante il contribuente avesse notificato il ricorso con le modalità tradizionali e si fosse costituito in modo modo cartaceo.

INVALIDA LA COSTITUZIONE TELEMATICA DELL’UFFICIO SE IL RICORSO E’ STATO DEPOSITATO IN FORMA CARTACEA

Con sentenza n. 105 pronunciata in data 17.04.2018 e depositata in data 11.06.2018 la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, in accoglimento del ricorso del contribuente, difeso dall’Avv. Federica Malvezzi, ha affermato che se il ricorso è introdotto tramite PEC, la costituzione in giudizio del ricorrente e della parte resistente deve avvenire in modo telematico, cioè tramite il sistema S.I.G.I.T., mentre nel caso in cui il ricorso venga introdotto in modo cartaceo, cioè con deposito presso la controparte o invio tramite posta, anche la costituzione in giudizio del ricorrente e del resistente deve avvenire in modo cartaceo, cioè con deposito di copia del ricorso e delle controdeduzioni della resistente e dei relativi documenti presso la segreteria della Commissione (cfr. CTP RE sent. 245/2017).

Considerando, pertanto, a fronte del deposito cartaceo del ricorso, l’Agenzia ha depositato le controdeduzioni e i relativi documenti telematicamente, ovvero mediante sistema S.I.G.I.T. - la stessa non può dirsi validamente costituita e non può dirsi aver prodotto controdeduzioni e documenti cartacei, che infatti non risultano nel fascicolo processuale con relativa ricevuta di presentazione rilasciata dalla segreteria della Commissione. Risulta quindi fondato il gravame introdotto nel ricorso originario relativo alla nullità dell’avviso di accertamento per difetto di sottoscrizione da parte del Direttore dell’Ufficio o comunque di soggetto legittimato, non essendo stato allegato all’impugnato avviso, da parte dell’Ufficio, alcun atto di attribuzione di deleghe di firma né essendo questo stato prodotto in giudizio. (Italia Oggi, 20 giugno 2018, pag. 37)

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